case colorate

#35: Borgo Parrini, il borgo con le case colorate (principiante)

In questo episodio di livello principiante siamo a Borgo Parrini, un borgo speciale e colorato in provincia di Palermo.
LerniLango, Podcast Italiano
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#35: Borgo Parrini, il borgo con le case colorate (principiante)
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Introduzione

In questo episodio di livello principiante del nostro podcast siamo a Borgo Parrini, un borgo speciale e colorato in provincia di Palermo.

Trascrizione 

State ascoltando “luoghi d’Italia”, una rubrica creata da LerniLango, uno spazio online per imparare la lingua italiana. Per maggiori informazioni e per leggere la trascrizione del podcast visita Lernilango.com.

Per adesso buon ascolto dell’episodio “Borgo Parrini, il borgo con le case colorate”.

Borgo Parrini è un borgo siciliano della città di Partinico. Questo piccolo borgo ha soli venti abitanti. Le sue strade sono in pietra e le sue case sono molto colorate.

Le casette di questo piccolo borgo ricordano lo stile architettonico del catalano Gaudì. 

Sulle facciate delle case ci sono disegni, mosaici e colori vivaci e accesi. Le finestre delle case sono piene di decorazioni e colori. Anche l’architettura urbana è in linea con lo stile di Gaudì: ci sono fiori e piante e i muri sono decorati con disegni e con citazioni del pittore catalano.

Borgo Parrini sembra una piccola Barcellona. Fare una passeggiata in questo piccolo borgo dà la sensazione di ritrovarsi in un luogo delle fiabe.

Questo piccolo borgo ha avuto origine nel 1500. Tanti anni fa, Borgo Parrini rappresentava un importante centro commerciale, non molto lontano dalla città di Palermo.

Nel 1500 un gruppo di religiosi giungeva in questo piccolo borgo.  I religiosi avevano in mente un moderno progetto imprenditoriale.  

Per prima cosa, i religiosi hanno creato una fonte economica. In questo piccolo borgo, c’erano dei contadini che possedevano dei terreni agricoli. 

I religiosi, allora, hanno comprato dei terreni agricoli dai contadini.

Questi terreni servivano per la coltivazione di agrumi e per la produzione del vino. 

Anno dopo anno, la vendita di agrumi e di vino fruttava tantissimi soldi ai religiosi. 

Successivamente, agli inizi del 1700, i religiosi hanno costruito una piccola chiesa “Maria Santissima del Rosario”. La chiesetta rappresentava il centro del piccolo borgo. 

Oltre alla Chiesa, i religiosi hanno costruito anche case, mulini, magazzini e delle torri. Con questi elementi, i religiosi iniziavano a costruire Borgo Parrini. 

Perché si chiama proprio così? “Parrini” è un parola siciliana, cioè un nome comune plurale, che significa “i preti”. Questo piccolo borgo siciliano era proprio il borgo dei preti.

Nel 1767, dopo la cancellazione dell’Ordine dei Gesuiti, la proprietà del Borgo Parrini è passata nelle mani della monarchia, cioè al principe Henri d’Orléans, duca d’Aumale.

Il principe Henri d’Orleans possedeva una cantina, non molto distante da Borgo Parrini. Per questo motivo, il principe ha continuato la produzione del suo vino nel borgo.

Il principe era il produttore di un vino molto famoso in Francia e in Germania nel 1800.

Il nome di questo vino era “Moscatello di Zucco” ed era molto apprezzato in Francia e in Germania nel 1800.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, molti abitanti hanno lasciato Borgo Parrini in cerca di un lavoro nelle grandi città. 

Borgo Parrini rischiava così l’abbandono completo. Un imprenditore, giovane e creativo, Giuseppe Gaglio, ha ridato un nuovo volto al vecchio Borgo Parrini. 

Giuseppe Gaglio ha deciso di trasformare il vecchio borgo in una piccola Barcellona. Per fare questo, ha preso ispirazione dalla pittura e dall’arte di Gaudì.

La zona di Borgo Parrini è famosa per la presenza di molte cantine. Se decidete di visitare questo piccolo borgo, avrete modo di gustare del vino siciliano e avere la sensazione di essere a Barcellona.

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